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martedì 6 ottobre 2015

[racconti brevi] - Occhi chiari e taccuino (Loriana Lucciarini)



OCCHI CHIARI E TACCUINO #4


C’è una donna che prende la metro tutte le sere, alle sette. Ha occhi chiari, di un verde raro, con bagliori d’oro nell’iride. E’ stanca del quotidiano ma non della vita. E’ curiosa e osserva gli altri attorno a sé. Ha sempre un taccuino in borsa sul quale appunta pensieri e osservazioni. Ci scrive delle persone che incontra, brevi schegge che raccontano la vita degli altri. A volte i racconti le arrivano leggeri, come un sussurro, appena sfiora le loro esistenze. Altri giorni le basta guardare a fondo negli occhi dell’altro per leggerci tutto. Una vita di paure e di rimpianti. Un’esistenza fatta di fatica o piena dei giochi dei figli. O di libri da studiare ed esami da dare senza sapere tutto questo dove porterà. O di sogni troppo grandi da realizzare mentre ci si trascina da un giorno all’altro senza un perché. O di giorni inchiodati di solitudine, quella solitudine che s’installa nell’anima e non va più via. O di un’emozione che si espande e colora i giorni e dà calore e speranza per un amore che sta nascendo. La donna osserva e aspetta che le vite degli altri diventino storia, storie che lei potrà raccogliere e raccontare. Quella donna sono io.

©Loriana Lucciarini


Questo brano fa parte di una raccolta dal titolo "Incontri metropolitani" che l'autrice, volta per volta, rende disponibile per la lettura on-line. Consultate questo link per visualizzare altri racconti brevi dell'antologia)

venerdì 5 giugno 2015

[racconti brevi] - Romana di Ostia (Loriana Lucciarini)



Povera son sempre stata e sempre lo sarò.
Pure se mi spezzo la schiena di lavoro, a pulire scale e condomini. 
Non vivrò mai serena, l’ansia della terza settimana me la porterò dentro finché campo. Sfortunata certo sono stata, un marito che è più dentro che fuori di galera, buono a farci niente, ubriacone molesto che preferisco stia via, almeno non mi mena. 
Io sono sempre stata precisa e onesta, eppure non mi è riuscito di crescere su i miei figli come me, tutti del padre hanno ripreso. La femmina che vuol fare la modella e torna tardi la sera perché, dice lei, in discoteca incontra i manager importanti, di quelli che fanno diventar famosa la gente, i talent scaut si chiamano. Gli altri due, i maschi grandi, che sono dei ladruncoli di mezza tacca, bravi solo a ricalcare le orme del padre. L’unico che mi fa tenerezza è quello piccolo che sembra non voler crescere mai, forse perché ha già capito quale futuro lo attende e preferisce scartar di lato. 
Mi fa pena quando lo guardo, perché non riesco a dirgli che prima o poi toccherà pure a lui, che la vita arriverà di botto e in modo crudele a dirgli che non c’è salvezza per noi che siamo destinati a una vita da piccola gente. 
Io l’ho capito da tanto, che son destinata a viver di patimenti, sempre attenta a ogni euro, sempre piegata a pulire, sempre in giro con la mia tuta da ginnastica nera a righe bianche e i maglioncini acrilici da pochi euro della bancarella. 
Una volta ero bella, ora il mio viso è scavato dalla stanchezza, sembro vecchia e ho poco più di quarant’anni. Troppo spesso mi scambiano per rumena, quando io sono romana, romana de Ostia. Sarà che la povertà imbruttisce e in questo diventiamo tutti uguali, tutti dello stesso paese: il paese dei poveracci, come me, che hanno gli occhi spenti e nessun futuro diverso da sperare.

©Loriana Lucciarini 
 
questo brano fa parte di una raccolta dal titolo "Incontri metropolitani" che l'autrice, volta per volta, rende disponibile per la lettura on-line. Consultate questo link per visualizzare altri racconti brevi dell'antologia)

mercoledì 1 aprile 2015

[il mondo delle donne] - Mappa stradale (Loriana Lucciarini)

Mappa stradale#14




Cammino dinoccolata, stanca, in questo lunedì di maggio.

La primavera è arrivata, calda e colorata, già da un po’.

Alla fermata due ragazze vestite già estive, canottiera gialla l’una, maglia blu e verde l’altra, calzoncini jeans e infradito ai piedi. Stanno parlando fitto tra loro. Straniere, tedesche di neanche vent’anni.

Negli occhi aspettative uguali per questa vacanza romana da single, in cerca di emozioni, amore, avventure e ricordi, qualche foto, istanti postati in simultanea su facebook o su instagram.

Io, invece, con la loro stessa età, non aspetto più niente.

Guardo le tedesche, occhi chiari e sorriso luminoso.

Non sarò mai come loro, spensierata e leggera. Io mi trascino il mio terribile squarcio nell’anima in silenzio. Un cupo viscido annaspare nel mio buio senza luce.

Salgono sull’autobus, le due turiste, cartina in mano, verso monumenti storici da visitare. Io invece rimango qui, ferma, un po’ invidiosa della loro allegria.

Non so dove andare, non l’ho mai saputo. E nella vita nessuno mi ha mai indicato la via.

Non ci sono mappe per sapere come si deve vivere.

Non c’è nessuna cartina che indica la strada per la serenità.

(copyright Loriana Lucciarini)

questo brano fa parte di una raccolta dal titolo "Incontri metropolitani" che l'autrice, volta per volta, rende disponibile per la lettura on-line. Consultate questo link per visualizzare altri racconti brevi dell'antologia)